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12.5.2015

Quando il contesto fa il messaggio. In margine all’Expo e alla comunicazione

1° maggio 2015: bruciavano ancora gli ultimi fumogeni dei black bloc che avevano appena devastato le vie del centro, che già i cittadini di Milano scendevano in piazza a pulire i muri e mettere ordine nelle strade. E a difendere, implicitamente, quell’Expo sulla quale si era scritto di tutto, compreso che i milanesi ne sarebbero stati infastiditi e indignati.

Quella sera (e la manifestazione dei 20mila del giorno) ha raccontato al mondo un’altra storia di Milano e di Expo. “Una ventata di ottimismo e fiducia” ha pervaso la rete, come ha rilevato l’Osservatorio BlogMeter su Expo.

Ma possiamo davvero parlare di un cambio di clima? Forse, più semplicemente, molti degli osservatori e dei critici hanno dato un’interpretazione che non ha fatto i conti con il contesto in cui si stava sviluppando la storia di Milano con la “sua Expo”? Che è una storia di fatti - crescita dell’occupazione, incremento dei turisti, ripresa economica (un’indagine pubblicata dal Sole 24 Ore rileva che mentre la produzione industriale nel Paese è ferma, a Milano è cresciuta dell’1,4%) – e di sentimenti: curiosità, orgoglio, partecipazione.

La straordinaria fioritura di bed & breakfast e camere in affitto, ad esempio, dice di una città che ha saputo fiutare non solo la domanda ma anche la nuova “smartness” che si respira in giro. Qui, dove ha sede il 40% delle multinazionali operanti in Italia, sono concentrate più di 500 delle quasi 4,000 start up italiane, e non c’è contraddizione, ma piuttosto una stimolante contaminazione di “taglie” e di stili.

La morale per chi fa comunicazione?

1) i fatti sono più forti delle opinioni, perciò l’imperativo è sempre osservare, ascoltate, stare ai fatti, e interpretarli nel loro contesto, non secondo i propri pre-giudizi;

2) che li si chiami target, cluster, stakeholder, pubblici, mercato, in fondo sono “solo” persone; con i loro sogni, i loro desideri, le loro difficoltà, proprio come noi;

3) il cinismo non è realismo: “dai monti di pietra può nascere un fiore” cantava Gianni Morandi, e questo è più realistico che negarlo.

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