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24.3.2015

Lobbying e trasparenza in Europa

La regolazione del sistema di rappresentanza di interessi particolari, il cosiddetto lobbying, sembra tornare di attualità, quasi che il legislatore ritenga indispensabile, dopo la legge sul traffico di influenze e quella sul finanziamento pubblico dei partiti, affrontare un argomento troppo spesso accantonato.

Si sa, negli Stati Uniti il lobbying è nato insieme alla Costituzione e l’attività dei portatori di interessi, tra mille scandali e polemiche, rimane un sistema connaturato al sistema democratico americano.

Tutte le proposte di legge in Italia prevedono un apposito registro che permetta di individuare i portatori di interesse, gli interessi rappresentati, e una rendicontazione delle attività svolte (incontri, proposte, ecc.). I portatori di interesse avrebbero così accesso alle informazioni e potrebbero essere ascoltati sulle materie di loro competenza.

Un registro simile è presente al Parlamento Europeo, e adottato da altri Paesi, quali la Francia. La non obbligatorietà dell’iscrizione, però, li rende strumenti solo parzialmente efficaci: a Bruxelles, ad esempio, si calcola che solo il 70% delle associazioni di categoria e il 60% delle ONG attive siano iscritte.

In Inghilterra l’iscrizione al registro è obbligatoria solo per i consulenti, che non possono prestare i loro servizi se non iscritti o se non sono dipendenti di società di consulenza a loro volta registrate.

In Svizzera è stata la Società Svizzera di Pubblic Affairs (SSPA), l’associazione elvetica dei lobbisti, a decidere di pubblicare in modo autonomo sul proprio sito l’elenco dei clienti dei propri associati.

Molto dibattuto anche il sistema delle cosiddette “revolving doors”, ovvero il passaggio immediato dal ruolo di decisore a quello di portatore d’interesse o viceversa. In Italia norme simili sono presenti per gli assessori regionali e le società partecipate o per le Autorità indipendenti, ma nulla rispetto ai portatori di interessi.

Favorire un trasparente sistema di consultazione e rappresentanza di interessi particolari, in modo esteso, può aiutare il legislatore nella conoscenza degli impatti delle proprie scelte e decisioni sui settori interessati, aumentare la consapevolezza e, auspicabilmente, l’efficacia delle norme che è chiamato, di volta in volta, a discutere ed approvare.

 

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